Sandrus, un satanico angelo custode

Sandrus, un satanico angelo custode

di Sergio Casagrande

Che Sandrus sia un angelo stravagante il lettore lo capisce dopo le prime battute. Che a questi modi singolari se ne aggiungano altri di natura profetica ci vorrà tempo. Dopo avere esalato l'ultimo respiro, Principe si accorge di avere accanto il suo angelo custode, resosi visibile. Un vecchio angelo dall'aspetto umano. Nell'attesa della sepoltura e prima di accompagnarlo in Cielo, l'Angelo risponde senza freni alle domande incalzanti di Principe defunto ma con la mente attiva. C'è una luce che illumina le situazioni e le prepara al rush finale. Gli occhi dell'Angelo descrivono persino con meticolosità certosina il funerale. Ma attenzione, il filo conduttore lungi dall'esaurirsi con questo intrigante percorso, fa scorrere rivoli di altre narrazioni che cercano di scappare dalla storia. Come i tormenti e la felicità del Santo d'Assisi o la bizzarra storia d'amore di un monaco. E nell'incertezza, in bilico tra il qua e il Là, tra serie riflessioni e ironie, si consumano le amarezze e rinascono le speranza di felicità di tutti gli esseri viventi. Al lettore la curiosità di scoprire quali amarezze e quali felicità.