Sofocle. Trachinie

Sofocle. Trachinie

di Pio Mario Fumagalli

Sofocle, col contrapporre la morte di Eracle a quella di Deianira, ha fatto delle Trachinie una tragedia della conoscenza nel senso della massima delfica "conosci te stesso" e, con ciò, si è allontanato dal senso della leggenda. Infatti, secondo la leggenda, l'autoimmolazione di Eracle sulla pira era il solo mezzo della sua partenza e il tormento e la vittoria finali erano l'inizio della sua elevazione agli dèi. [...] Le Trachinie si concludono in modo triste, come erano iniziate. La deificazione rimane al di fuori del dramma, a una distanza indeterminata, senza avere nessuna connessione col destino umano che in esse è rappresentato. La "liberazione dalle fatiche" che viene promessa non è l'Olimpo, bensì la morte. Il senso della leggenda è quasi rovesciato. Così poco in essa veniva detto sulla furia dell'eroe e sul suo susseguente eccedere dai limiti umani: la sua morte nel fuoco ben difficilmente nella leggenda addita un cambiamento verso uno stato di accettazione di ciò che prima era apparso come radicalmente alieno, insensato, intollerabile. Qui la forma del destino, di cui il poeta tragico era prigioniero nel suo primo periodo, ha trionfato sulla leggenda.